DivinaLingua

Fondo Nazionale II.I.34 - Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

[Segnatura antica: Magl. cl. VII n. 153]

Manoscritto pergamenaceo copiato a Firenze nel 1457 da Lodovico di Bellaguardia, su commissione di Cristoforo Almerici da Pesaro, podestà di Firenze in quello stesso anno. Stando a quanto riporta la nota di Bellaguardia, il codice è un regalo di Almerici a sua moglie Marina.

Il testo della Commedia è copiato su una colonna, circondato da ampi margini bianchi. Numerose annotazioni di almeno due mani posteriori (XVI secolo) glossano alcuni passaggi, a volte parafrasando e apportando correzioni al testo. Molto fitte fino al canto 15 dell’Inferno, esse tendono a farsi più rare nel resto del manoscritto, concentrandosi su alcuni canti specifici.

Il codice entra a far parte della Biblioteca Magliabechiana, quindi del fondo originario della Biblioteca Nazionale, a seguito della morte del possessore Francesco Marmi, nel 1736 (Roddewig 1984, 99).


Contenuto:

  • 1r-4v, prologo dell’Ottimo Commento alla Commedia.
  • 4v-10v, tavola dei capitoli della Commedia.
  • 11r-258r, Commedia:
    1. 11r-92v, Inferno;
    2. 93r-175r, Purgatorio;
    3. 175v-257r, Paradiso.
  • 257v-258r, colophon.
  • 258v-260r, Simone Sedrini detto Saviozzo, Madre di Cristo gloriosa e pura, capitolo alla Vergine.

Digitalizzazione: https://archive.org/details/fondo-nazionale-ii.-i.-34

Scheda Manus: https://manus.iccu.sbn.it/opac_SchedaScheda.php?ID=285356

Datazione: 1457.

Localizzazione: Firenze.

Colophon: 27v-28r, in inchiostro rosso, «Finito il libro di dante allighieri di firençe. Il quale mori nella cicta dirauena il di di santa croce a .xiiio. del mese de settembro. nellanno. Mille trecento uiniuno. La cui anima. requiescha impace. Deo ggracias. Amen. Iste enim dantes fuit homo in quo natura conora guit ostendere potentiam suam cuj minimus error numquam fuit inuentus. fuit doctus in gramatica. loyca phylosophia naturali et morali. Arismetrica geometria musica. Astrologia. Rethorica. et maximus theologus poeta et istoriografus et non fuit exspers nullius dogmatis.

Questo libro. e. della. Spectabile. et generosa. dompna madompna. Marina. dompna. del magnifico caualiero. et generoso conte Messere cristofano della merici dapesaro. el quale libro luprefato messere cristofano fece scriuere nella cipta de florença nel tempo che lera podesta dela dicta excellentissima et inclita cipta de fiorença. nella quale per li suoi bon portamenti receuete honore grandissimo quanto rettore fosse longo tempo in quella cipta. Et reporto ad la sua cipta grandissimo honore | conlinsegni della ditta cipta de fiorença. Cioe. standardi della prefata communita et de parte guelfa. et oltra li honori alluy dati gli foleuato el deueto che radeuolte le predicte cose et honori se concedenno ad rettore alcuno. et sepur segli da lonorj non se li leua el deueto. Et quisto libro el prefato Messere cristofano fede scriuere nel dicto suo officio con grande affectione per la dicta sua mogliera alla quale la donnato et la quale illo ama sopra ogne altra cosa. Et fo scripto per mano. dellu. egregio homo Maestro Lodouico de bella guardia de Aauoea nella cipta de fiorença. commenço scriuere nel primo di de settembro. Nel Mille quatrocento cinquanta septe et finito adi sedeci del mese de nouembre del dicto millesimo.»

Descrizione materiale

Supporto: membranaceo, guardie cartacee.

Carte: V + 260 + I.

Dimensioni: 282 x 204 mm.

Fascicolazione: 1-2610.

Scrittura: littera textualis, testo su una colonna.

Rilegatura: moderna, in cuoio.

Decorazione: Iniziali a pennello rosse e blu filigranate con colori alternati, a marcare l’inizio dei canti dal 2 al 7 dell’Inferno, tutte le altre non sono state realizzate. Tre pagine miniate con foglia d’oro ad apertura delle tre cantiche:

  • 11r: l’iniziale capitale Q della rubrica, alta 6 righe, è abitata da una farfalla su fiore. L’iniziale a figura N del testo poetico, alta 7 righe, contiene la figura di Dante, di profilo, con in mano il libro chiuso. Una ricca decorazione incornicia la pagina a partire dalle due capitali, con putti, uccelli, animali e fiori, accompagnati da dischetti d’oro. Al centro del margine inferiore del foglio, due putti portano uno stemma contenente l’immagine di un cane bianco, rampante a sinistra, con in bocca una preda, su sfondo blu. Il cartiglio che avvolge lo stemma riporta “Carne de Lupo Dente de Cane”.
  • 93r: l’iniziale miniata C della rubrica, alta 5 righe, contiene un fiore. L’iniziale a figura P del Purgatorio, alta 9 righe, è abitata dal mezzobusto di Dante, rivolto verso sinistra. Dalle due capitali si dirama una decorazione floreale e animale che incornicia la pagina. Nel margine inferiore, in posizione centrale, si ripete lo stesso stemma di f. 11r, con lo stesso proverbio.
  • f. 175v: l’iniziale capitale C della rubrica, alta 4 righe di testo, contiene una pianta. L’iniziale L del Paradiso, alta 9 righe di testo, è abitata dal mezzobusto di Dante, di profilo, rivolto verso sinistra. Dalle capitali parte una decorazione vegetale, con fiori, animali e putti, che incornicia l’intera pagina con l’eccezione della parte occupata dalle prime tre terzine del testo poetico, che sporgono.

Bibliografia

Roddewig, Marcella. 1984. Dante Alighieri, Die göttliche Komödie: vergleichende Bestandsaufnahme der Commedia-Handschriften. Stuttgart: Hiersemann.


Autore della scheda e data: Alessio Marziali Peretti, 01/09/2021.