DivinaLingua

XIII.C.1 - Biblioteca Nazionale di Napoli

Insieme con Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Banco Rari 39, il manoscritto XIII.C.1 è uno dei principali testimoni del commento alla Commedia composto da Francesco da Buti. Esso contiene tutte e tre le cantiche della Commedia ma è acefalo di almeno 16 delle carte iniziali, come si evince dalla numerazione antica (Tardelli 2014, 83). Le carte del codice sono molto ordinate, con un’impaginazione e una scrittura regolari e un apparato decorativo elegante e di elevata qualità di realizzazione. Nonostante le miniature del primo canto del poema siano andate perdute con la caduta della carta che doveva contenerle, sono ancora presenti le decorazioni delle altre due cantiche. Ad aprire il Purgatorio (c. 90r), la vignetta che fa da cappello al testo della Commedia raffigura Virgilio e Dante, inginocchiato, davanti a Catone l’Uticense, con la montagna del Purgatorio da un lato e le quattro stelle e l’aurora dall’altro. Alla vignetta si accompagnano l’iniziale istoriata P del testo poetico, con Dante sulla navicella metaforica della poesia, e l’iniziale ornata S che segna l’inizio del commento di da Buti. Nella prima carta del Paradiso, (c. 137r), la vignetta rappresenta Dante e Virgilio ancora sulla Terra, nell’atto di contemplare i cieli paradisiaci al centro dei quali Dio, seduto, tiene in mano la sfera dell’universo, circondato da tre schiere di angeli. Le iniziali L della Commedia e I del commento sono ornate. A quanto detto vanno aggiunti ancora le iniziali ornate che aprono ogni canto (unica eccezione, l’iniziale istoriata del VI canto del Paradiso, c. 157v, che contiene la figura di Giustiniano) e le due raffigurazioni della processione purgatoriale.

Il pisano Francesco da Buti (1324/25-1406) fu notaio e magister gramaticae. Egli compose un commento al testo dantesco. Nel 1385, il comune di Pisa lo incaricò di commentare pubblicamente la Commedia, e la redazione scritta si prolungò fino al 1394 (Bausi 1997). Nell’interpretare il poema, Francesco da Buti dedica largo spazio al livello allegorico, proponendo di volta in volta diverse letture tutte ugualmente valide e contemporaneamente attive.

Il codice fece parte della biblioteca del medico e bibliofilo napoletano Domenico Cotugno, che lasciò una nota di possesso sull’ultima carta di guardia. Dopo la morte di questi, nel 1828 la sua grande collezione di manoscritti e libri venne acquistata dall’allora Reale Biblioteca Borbonica, oggi Biblioteca Nazionale di Napoli (Tardelli 2010, 19).


Contenuto:

  • 1r-v, indice dei contenuti dei canti.
  • 2r-88r, Inferno. A c. 2r-v, frammento di Inf. III 33-87, mentre a c. 3r il testo comincia con il Inf. V 15 e prosegue fino alla conclusione.
  • 90r-136r, Purgatorio.
  • 137r-313v, Paradiso.
  • 1r-313v: commento alla Commedia di Francesco da Buti.

Datazione: primo quarto del XV secolo.

Localizzazione: Italia centrale.

Descrizione materiale

Supporto: membranaceo.

Carte: IV + 313 + III’.

Dimensioni: 365 x 260 mm.

Fascicolazione: I, III-IX, XI, XV, XVII-XXXII10, II, XII, XIII, XVI8, X6, XIV11. Caduta di 16 carte iniziali e spostamento di alcuni fascicoli.

Scrittura: littera textualis.

Rilegatura: in pelle, con dorature e dorso a sei nervi.

Decorazione: Il manoscritto ha un elegante apparato decorativo. Le molte miniature si suddividono in:

- iniziali ornate ad aprire ogni canto (compreso il primo canto del Paradiso) e anche il testo del commento all’inizio del Purgatorio e del Paradiso;

- iniziali istoriate ad aprire il Purgatorio (c. 90r) e il VI canto del Paradiso (c. 157v);

- due vignette, all’inizio del Purgatorio e del Paradiso (c. 137r);

- alle cc. 119v-120r, la doppia pagina è occupata quasi per intero dalla raffigurazione della processione allegorica che Dante vede nel canto XXIX del Purgatorio, con i sette candelabri, il carro tirato dal grifone e tutti gli altri personaggi. La miniatura è stata accostata al lavoro del marchigiano Lorenzo Salimbeni (Ciardi Dupré Dal Poggetto 1998).

- a c. 133r, il testo poetico è assente e il suo posto è occupato da una dettagliata rappresentazione della seconda parte della processione allegorica, con la prostituta e il gigante seduti sul carro e il grifone attaccato all’albero secco. I diversi elementi della scena sono dettagliati da numerosi cartigli in latino.

Tutto quanto descritto finora fa largo uso della foglia d’oro. Oltre a questo, ogni terzina è segnalata da un segno di paragrafo, rosso o blu, a sinistra del primo dei tre versi, saltuariamente decorato con una semplice filigranatura. L’iniziale di ogni verso è toccata in giallo, così come le maiuscole all’interno del testo del commento. Alcune delle iniziali del commento sono a pennello e filigranate, a segnalare delle divisioni del testo, mentre le citazioni dalla Commedia sono sottolineate in rosso.


Bibliografia

Tardelli, Claudia 2010. “Per una nuova edizione del commento di Francesco da Buti all’‘Inferno’: note sulla lezione del MS Napoletano XIII.C.1 e su alcune interpretazioni di passi danteschi nella tradizione manoscritta”, The Italianist, 30, pp. 18-37.

Tardelli, Claudia. 2014. “Prolegomena all’edizione del commento alla Commedia di Francesco da Buti. Inferno.”, Le Tre Corone, 1, pp. 83-129.

Bausi, Francesco. 1997. “Francesco da Buti”, Dizionario Biografico degli Italiani, 49. https://www.treccani.it/encicl... (consultato il 01/09/2021).

Ciardi Dupré Dal Poggetto, Maria Grazia. 1998. “Lorenzo Salimbeni (attr.) e miniatore umbro, Napoli, Bibl. Nazionale, ms. XIII.C.1”, in Fioritura tardogotica nelle Marche, a cura di P. Dal Poggetto. Milano: pp. 144-146.


Autore della scheda e data: Alessio Marziali Peretti, 01/09/2021.